Prezzi e denaro nel confronto mondiale
La sequenza mostra cinque indicatori su prezzi, risparmio e reddito, con una schermata per ciascuno. Ogni schermata riporta la graduatoria dei paesi, il valore e la posizione dell'Italia e l'andamento negli anni disponibili. I dati provengono dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale.
| Consumer price inflation | 25 | Italia allo 0,9824% di inflazione al consumo nel 2024, 25ª su 193 paesi |
| GDP deflator inflation | 49 | Deflatore del PIL italiano all'1,9549% nel 2024, contro un valore mondiale del 3,9118% |
| Consumer price index | 39 | Indice dei prezzi al consumo italiano a 129,8808 nel 2024 (2010 = 100) |
| Gross savings (% of GDP) | 80 | Risparmio lordo italiano al 23,6481% del PIL nel 2024, sopra il valore mondiale del 26,1879%? No: sotto, di circa 2,5 punti |
| GDP per capita (nominal) | 37 | PIL pro capite italiano a 46.505,094 dollari nel 2026, 37° su 227 paesi |
Per i tre indicatori di prezzo la classifica va dal valore più basso al più alto, quindi una posizione alta non indica un risultato migliore. Non confrontare i numeri tra schermate diverse: unità di misura, anno di riferimento e numero di paesi coperti (da 178 a 227) cambiano da un indicatore all'altro.
Il quadro in breve
Nel confronto internazionale sui prezzi e sul denaro, l'Italia si presenta con un'inflazione al consumo molto contenuta: nel 2024 l'aumento dei prezzi al consumo è stato dello 0,9824%, il 25° valore più basso su 193 paesi (le graduatorie di questi indicatori sono ordinate dal valore più piccolo al più grande). Sul livello cumulato dei prezzi, l'indice dei prezzi al consumo (2010 = 100) segna 129,8808, 39° posto su 192 paesi. Il tasso di risparmio lordo è pari al 23,6481% del PIL (80° su 178), mentre il PIL pro capite nominale è di 46.505,094 dollari (37° su 227). Ne esce un profilo con variazioni di prezzo oggi tra le più basse d'Europa, un risparmio nella fascia centrale e un reddito per abitante nella parte alta della classifica mondiale ma non ai vertici europei.
*Fonti: World Bank – Inflation, consumer prices (annual %); Consumer price index (2010 = 100); Gross savings (% of GDP); FMI – GDP per capita, current prices.*
Il valore più recente dell'indicatore principale
L'indicatore di apertura è l'inflazione al consumo. Per l'Italia il dato 2024 è 0,9824%, che vale il 25° posto su 193 paesi considerati. Per questo indicatore la Banca Mondiale non pubblica un valore mondiale aggregato, quindi non è possibile un confronto diretto con la media globale: si può però osservare che l'Italia si colloca ben al di sotto della posizione centrale della graduatoria (attorno al 97° posto). Un termine di paragone con il mondo arriva dal deflatore del PIL, che un valore mondiale ce l'ha: nel 2024 l'Italia registra 1,9549% (49° su 213) contro un valore mondiale di 3,9118%, quindi circa 1,96 punti al di sotto.
*Fonti: World Bank – Inflation, consumer prices (annual %); Inflation, GDP deflator (annual %).*
Chi sta in cima e chi in fondo
Ai primi posti per inflazione al consumo più bassa nel 2024 compaiono Iraq -12,297%, Afghanistan -6,6012%, Isole Cayman -0,6253%, Sri Lanka -0,4294%, Costa Rica -0,4129% e Cina 0,2181%: un insieme eterogeneo, in cui convivono paesi produttori di petrolio, piccole economie insulari e paesi attraversati da conflitti o forti turbolenze economiche, dove il segno negativo non indica di per sé una situazione favorevole. All'estremo opposto si trovano Venezuela 254,9485%, Argentina 219,8839%, Sudan 138,8085%, Zimbabwe 104,7052%, Sud Sudan 91,4408%, Turchia 58,5065% e Libano 45,243%, economie segnate da crisi valutarie o da inflazione elevata prolungata. L'Italia, con 0,9824% (25°), sta nettamente dalla parte dei valori bassi ed è più vicina al gruppo di testa che alla mediana. Sull'indice dei prezzi al consumo il quadro cambia: in cima ci sono Nauru 100,1752, Tuvalu 100,5006, Isole Cayman 102,9419 e Svizzera 105,5091, mentre l'Italia con 129,8808 è 39ª su 192.
*Fonti: World Bank – Inflation, consumer prices (annual %); Consumer price index (2010 = 100).*
Come è cambiata nell'ultimo decennio
La serie dell'inflazione al consumo italiana mostra un lungo periodo di prezzi quasi fermi: 1,22% nel 2013, 0,241% nel 2014, 0,0388% nel 2015 e addirittura -0,094% nel 2016, poi valori intorno all'1% fino al -0,1377% del 2020. Il salto arriva nel 2022 con 8,2013%, seguito da 5,6222% nel 2023 e dal ritorno a 0,9824% nel 2024. Lo stesso movimento si legge nell'indice dei prezzi: da 107,1986 nel 2013 a 112,5413 nel 2021, poco più di 5 punti in otto anni, per poi salire a 121,7711 nel 2022 e a 129,8808 nel 2024, oltre 17 punti in tre anni. Il deflatore del PIL segue un percorso analogo, da 1,1258% nel 2013 al picco di 6,1973% nel 2023 e a 1,9549% nel 2024. Il tasso di risparmio lordo è salito da 18,0407% del PIL nel 2013 a 23,6481% nel 2024, circa 5,6 punti in più. Il PIL pro capite nominale passa da 30.609,504 dollari nel 2015 a 40.404,749 nel 2024, con 43.270,357 nel 2025 e 46.505,094 nel 2026. Le cause di questi movimenti non sono deducibili dai soli dati qui riportati.
*Fonti: World Bank – Inflation, consumer prices (annual %); Consumer price index (2010 = 100); Inflation, GDP deflator (annual %); Gross savings (% of GDP); FMI – GDP per capita, current prices.*
Il confronto con i paesi vicini
Sull'inflazione al consumo 2024 l'Italia (0,9824%, 25ª) registra il valore più basso tra le grandi economie qui considerate: Francia 1,999% (54ª), Germania 2,2565% (67ª), Corea del Sud 2,3217% (68ª), Giappone 2,7385% (79°), Stati Uniti 2,9495% (94ª) e Regno Unito 3,2716% (105°); più in basso c'è solo la Cina con 0,2181%. Sull'indice dei prezzi dal 2010 la posizione italiana è intermedia: 129,8808 contro 126,5067 della Francia, ma sotto Corea del Sud 132,1956, Cina 132,5176, Germania 134,8686, Stati Uniti 143,8573 e Regno Unito 147,4108, con uno scarto fino a circa 17,5 punti. Sul risparmio lordo l'Italia si ferma al 23,6481% del PIL, sopra Francia 21,4347%, Stati Uniti 17,8109% e Regno Unito 17,0025%, ma sotto Germania 27,1419%, Giappone 31,0681%, Corea del Sud 35,0305% e Cina 42,8328%. Sul PIL pro capite i 46.505,094 dollari italiani superano Corea del Sud 37.412,075, Giappone 35.703,432 e Cina 14.873,569, ma restano sotto Francia 52.083,326, Regno Unito 61.056,098, Germania 65.302,893 e Stati Uniti 94.429,753: circa il 71% del livello tedesco e il 49% di quello statunitense.
*Fonti: World Bank – Inflation, consumer prices (annual %); Consumer price index (2010 = 100); Gross savings (% of GDP); FMI – GDP per capita, current prices.*
Come leggere questi numeri
L'indice dei prezzi al consumo con base 2010 = 100 misura la crescita dei prezzi in valuta nazionale rispetto a quell'anno: non serve a dire in quale paese la vita costi di più o di meno, perché non è un confronto di livelli in parità di potere d'acquisto. Le graduatorie dei tre indicatori di prezzo sono ordinate dal valore più basso al più alto, e ai primi posti compaiono valori negativi come Iraq -12,297%, Afghanistan -6,6012% o, per il deflatore, Liechtenstein -9,9007%: una posizione alta non equivale quindi a una situazione economica migliore. Il tasso di risparmio lordo riguarda il risparmio dell'intera economia — famiglie, imprese e amministrazioni pubbliche — in rapporto al PIL, e non il solo risparmio delle famiglie. Il PIL pro capite qui riportato è nominale, espresso in dollari correnti e quindi sensibile ai movimenti del cambio; il suo anno più recente è il 2026 e comprende stime prospettiche del FMI, mentre gli altri quattro indicatori si fermano al 2024. Il numero di paesi coperti varia da 178 a 227 secondo l'indicatore, perciò le posizioni in classifica non sono confrontabili tra un indicatore e l'altro. Le fonti sono la Banca Mondiale (World Development Indicators) e il Fondo Monetario Internazionale, con aggiornamento annuale e valori soggetti a revisione.
*Fonti: World Bank – Inflation, consumer prices (annual %); Consumer price index (2010 = 100); Inflation, GDP deflator (annual %); Gross savings (% of GDP); FMI – GDP per capita, current prices.*
Inflazione dei prezzi al consumo sulla mappa e nei grafici
| Posizione | Paese / area | % |
|---|---|---|
| 1 | Iraq | -12.3 |
| 2 | Afghanistan | -6.6 |
| 3 | Isole Cayman | -0.63 |
| 4 | Sri Lanka | -0.43 |
| 5 | Costa Rica | -0.41 |
| 23 | El Salvador | 0.85 |
| 24 | Bahrein | 0.92 |
| 25 | Italia | 0.98 |
| 26 | Marocco | 0.99 |
| 27 | Capo Verde | 1.05 |
| 191 | Sudan | 138.81 |
| 192 | Argentina | 219.88 |
| 193 | Venezuela | 254.95 |
In cima alla tabella, ordinata dal valore più basso, ci sono Iraq (-12,297%) e Afghanistan (-6,6012%); in fondo Venezuela (254,9485%) e Argentina (219,8839%). L'Italia è al 25° posto, nella fascia dei valori contenuti.
Le barre mostrano una distanza enorme tra i due estremi, con pochi paesi a inflazione molto alta staccati da tutti gli altri. La linea segnala per l'Italia il picco dell'8,2013% nel 2022 e il rientro a meno dell'1% nel 2024.
Confronta i paesi
Inflazione (deflatore del PIL)
| Posizione | Paese / area | % |
|---|---|---|
| 1 | Liechtenstein | -9.9 |
| 2 | Brunei | -2.84 |
| 3 | Qatar | -1.47 |
| 4 | Azerbaigian | -1.41 |
| 5 | Timor Est | -1.32 |
| 47 | Belgio | 1.88 |
| 48 | Giordania | 1.9 |
| 49 | Italia | 1.95 |
| 50 | Isole Fær Øer | 2 |
| 51 | Kiribati | 2.02 |
| 211 | Argentina | 207.61 |
| 212 | Sudan | 243.91 |
| 213 | Zimbabwe | 1,097 |
Ai primi posti valori negativi come Liechtenstein (-9,9007%) e Brunei (-2,8427%); all'estremo opposto Zimbabwe (1097,2467%) e Sudan (243,9073%). L'Italia si colloca nella metà a variazione più contenuta.
Il grafico a barre è dominato da pochissimi casi estremi, che comprimono visivamente tutto il resto. Per l'Italia la linea sale fino al 6,1973% del 2023 e poi scende all'1,9549%.
Indice dei prezzi al consumo
| Posizione | Paese / area | indice |
|---|---|---|
| 1 | Nauru | 100.18 |
| 2 | Tuvalu | 100.5 |
| 3 | Isole Cayman | 102.94 |
| 4 | Svizzera | 105.51 |
| 5 | Brunei | 106.44 |
| 37 | Portogallo | 129.04 |
| 38 | Marocco | 129.6 |
| 39 | Italia | 129.88 |
| 40 | Bosnia ed Erzegovina | 130.23 |
| 41 | Bahamas | 130.74 |
| 190 | Zimbabwe | 11,077 |
| 191 | Sudan | 38,797 |
| 192 | Sud Sudan | 41,281 |
In testa Nauru (100,1752), Tuvalu (100,5006) e Svizzera (105,5091), con aumenti minimi dal 2010; in coda Sud Sudan (41280,7397) e Sudan (38796,5573). L'Italia sta nel primo quinto della graduatoria.
La linea italiana resta quasi piatta fino a 112,5413 nel 2021, poi sale a 129,8808 nel 2024. Le barre mostrano scarti di diversi ordini di grandezza tra i paesi.
Risparmio lordo (% del PIL)
| Posizione | Paese / area | % |
|---|---|---|
| 1 | Qatar | 57.42 |
| 2 | Suriname | 50.34 |
| 3 | Kuwait | 48.8 |
| 4 | Brunei | 47.65 |
| 5 | Macao | 44.97 |
| 78 | Ecuador | 23.89 |
| 79 | Thailandia | 23.78 |
| 80 | Italia | 23.65 |
| 81 | Repubblica Dominicana | 23.5 |
| 82 | Bielorussia | 23.46 |
| 176 | Palau | -12.7 |
| 177 | Libano | -12.7 |
| 178 | Timor Est | -21.13 |
In alto Qatar (57,421%), Suriname (50,3399%) e Cina (42,8328%); in basso Timor Est (-21,1282%) e Libano (-12,7002%), con valori negativi. L'Italia si trova nella fascia centrale.
La linea italiana sale da 18,0407% nel 2013 a 23,6481% nel 2024, con un massimo del 24,0054% nel 2021. Tra i paesi la distanza supera i 78 punti percentuali.
PIL pro capite (nominale)
| Posizione | Paese / area | US$ |
|---|---|---|
| 1 | Liechtenstein | 226,809 |
| 2 | Lussemburgo | 158,733 |
| 3 | Irlanda | 140,186 |
| 4 | Svizzera | 126,177 |
| 5 | Islanda | 110,048 |
| 34 | Francia | 52,083 |
| 35 | Nuova Zelanda | 52,023 |
| 37 | Italia | 46,505 |
| 38 | Cipro | 45,409 |
| 40 | Aruba | 42,862 |
| 225 | Sud Sudan | 487.98 |
| 226 | Afghanistan | 448.46 |
| 227 | Yemen | 383.75 |
Ai vertici Liechtenstein (226809,136) e Lussemburgo (158733,346); in fondo Yemen (383,749) e Afghanistan (448,457). L'Italia è nella parte alta ma sotto Francia (52.083,326) e Germania (65.302,893).
La linea italiana passa da 30.609,504 dollari nel 2015 a 46.505,094 nel 2026, con una flessione nel 2020. Le barre mostrano un divario di oltre 500 volte tra il primo e l'ultimo paese.